
Manipolazione,
pregiudizio, freddezza, cinismo
Non so da dove iniziare, ma sento dal profondo di me stesso di dover esprimere
alcune riflessioni scaturite da tanti ragionamenti, da tanta sofferenza, da
tanto amore, e da tanta rabbia.
Vi siete mai chiesti quanto siamo effettivamente liberi?
Quanto siano vere e libere da pregiudizi le opinioni che ci formiamo?
Quanto incidano le opinioni degli altri su di noi e sulle persone a noi care?
Bene, ognuno di noi è probabilmente convinto che sia sufficiente essere sinceri
e analizzare i fatti per farsi opinioni corrette.
Ma cosa sono i fatti? O meglio, come veniamo a conoscenza dei fatti?
Perché qualcuno ce li racconta, suffragandoli con quale prova documentale. Ad
esempio una fotografia, una testimonianza, l'opinione di qualcun'altro
considerato attendibile o con una buona reputazione.
In pratica, di elementi oggettivi direttamente verificabili ne abbiamo
veramente pochi.
Si possono ad esempio citare molti esempi dello stesso tipo per sostenere una
tesi o criticare l'operato di qualcuno.
Si possono citare fonti attendibili per aumentare la credibilitá di un punto di
vista, per incoraggiare o scoraggiare qualcuno dal pensare o fare qualcosa.
Sono convinto che le categorie di persone che fanno questo direi quasi per
vocazione sono spesso i genitori, i politici e i giornalisti.
Trascuro volutamente i professionisti della pubblicitá e delle pubbliche
relazioni perché non lo fanno incidentalmente, ma spesso per mestiere.
Tralascio invece i politici perché ne vorrei parlare piú avanti ed anche perché
ognuno di noi senz'altro in parte se ne sará giá reso conto.
Ma in pratica chiunque, qualsiasi sia il suo mestiere puó farlo.
I genitori utilizzano le tecniche più disparate a partire da quando siamo
bambini.
A loro è concesso quasi tutto perché é difficile entrare nel contesto dei
problemi o dei criteri educativi di una famiglia o perché la societá non vuole
farlo.
Ricordate il classico proverbio "I panni sporchi si lavano in
famiglia", utilizzato appositamente perché non si facciamo confronti con
l'esterno?
Una delle tecniche piú banali e piú frustranti per un bambino, ma che per
qualche anno funziona é il "perché si!", in risposta alla spontanea
domanda di una creatura poco convinta della giustezza di una richiesta o di un
comportamento.
Quando cresciamo peró le cose si fanno piú difficili e i genitori devono
utilizzare tecniche piú sofisticate.
Solo in ambito militare forse, dove l'obbedienza è considerata un valore
importante in se stesso, si possono talvolta usare argomentazioni nulle o
discutibili per richiedere un determinato comportamento.
Quindi si inizia a citare parenti e affini, vicini di casa, personaggi noti, e
quant'altro possa servire per convincere i figli.
Se tutto questo non funziona, o, in alternativa, si puó ricorrere a principi
morali del tipo "I genitori vengono per primi" oppure paventare una
sofferenza o una malattia che giustifichi il comportamento o il fatto che le
loro opinioni non vadano contraddette.
Poi vengono i modi. Vi ricordate il classico “Se alzi la
voce passi dalla parte del torto”? Ma vi sembra possibile? Immaginate una
vittima di un’imbroglio o di un sopruso che diventa lui l’imbroglione o il
disonesto? Sembra impossibile eppure questo detto è tanto in voga.
Certo il tono della voce può risultare sgradevole, ma quante
volte le cose squallide o ingiuste che diciamo feriscono e stimolano reazioni
emotive negli altri? E tutto questo non conta nulla? Ha torto chi alza la voce,
ma chi dice cattiverie o falsità no?
Perché non si da tanto peso alle frasi e ai comportamenti
che tengono a ferire, e sminuire e disconfermare la personalità e le conquiste
degli altri, ma si da tanto peso ai modi? Perché ancora una volta si dà piú
importanza alla forma che alla sostanza. Perchè il mondo, a mio avviso, è
costituito per la maggior parte da borghesi o da aspiranti tali.
Ma veniamo ai giornalisti e agli altri professionisti,
dirigenti o consulenti che siano.
Innanzitutto una premessa. Ho molta stima della professione di giornalista.
Soprattutto di quelli, non molti credo, che ancora approfondiscono i fatti, li
correlano, o conducono vere e proprie inchieste che in molti paesi e i molte
epoche hanno risvegliato l'opinione pubblica, contribuito al pluralismo, e
inciso sui cambiamenti positivi di un paese.
Quanto scrivo si riferisce invece a chiunque utilizzi il potere della parola
scritta o orale e della propria posizione per suggerire false conclusioni,
interpretazioni, comportamenti scorretti che fanno comodo a loro o ai loro
committenti.
Da quanto detto si potrebbe dire che i genitori siano spesso dei giornalisti
dilettanti. In un certo senso forse è così.
Questi professionisti superficiali, siano essi giornalisti, dirigenti, o
quant'altro, utilizzano peró molte tecniche per manipolare l'ínformazione e
indurre comportamenti per motivi diversi.
Mentre i genitori cercano in fin dei conti di portare avanti la famiglia, di
nascondere i problemi e i propri difetti, tutto sommato, in molti casi senza
cattive intenzioni, molti giornalisti e dirigenti lo fanno soprattutto per
fare carriera.
E fare carriera significa sostanzialmente avere un ruolo di rilievo nella societá
borghese, quella stessa di cui nelle loro pagine o nei loro discorsi possono
decantarne le ingiustizie.
Vivere in un quartiere "bene", mangiare cibo di prima qualitá,
apparire signorili e rispettabili agli occhi dei vicini.
E alcuni di questi professionisti sono magari anche padri di famiglia e
applicano le loro tecniche all'interno della famiglia oltre che sul luogo di
lavoro.
E così accade che quella che potrebbe apparire come una opinione sporadica
magari basata sulle proprie sofferenze e pregiudizi diventi invece un gioco
perverso a manipolare le opinioni dei figli, a incidere su loro modo di vedere
la vita, a indurli a comportarsi in questo o quel modo.
E a quale scopo? Invece di guardarsi indietro e cercare di non far fare ai
figli errori simili cercano di inculcargli le loro opinioni, come se fossero
sul posto di lavoro. Come se il politico di turno gli avesse fatto pressioni su
una tesi da far passare all'opinione pubblica come rilevante o incontrovertibile.
Tutto perché la cosa piú importante é acquisire una posizione sociale.
Non voglio sostenere che una buona posizione sociale non sia importante per
molti e non cè niente di male a cercare di raggiungerla.
Ma una persona che, data la sua posizione, ha la responsabilitá di poter
condizionare le opinioni altrui più di tanti altri forse potrebbe avere un po'
più di coscienza e di amore per la pluralitá delle opinioni.
Proprio lui che hai il privilegio di essere informato, che magari ha letto
tanti libri e visto tanti film.
Ma a che serve tanta, chiamiamola cultura, se il verdetto è giá scritto, se la
scala di valori é giá stabilita. se le condanne sono state giá emesse?
Forse solo a condire i pregiudizi con tanta erudizione.
E di pregiudizi ne ho sentiti esprimere tanti. Come che la vera cultura, quella
piú evoluta è quella degli etruschi, dei greci, o dei romani.
Naturalmente, se i primi uomini erano africani o venivano da qualche altra
parte poco importa.
Se esistono paesi affascinanti diversi da quelli che conosciamo, con una natura
incredibile o una storia millenaria che cosa ce ne facciamo?
In fin dei conti. una certa cultura classica, quel tanto che basta per sentirsi
snob, è quello che c'è di meglio per fare carriera nella nostra societá.
Come si fa?
Ecco alcuni suggerimenti:
Curare la forma molto più della sostanza. Sarete considerati sempre dei bei
signori
Esprimere Poche emozioni, molta freddezza, cinismo quanto basta
Non creare troppo scompiglio, quel tanto che basta ad apparire colti, senza
essere troppo profondi
Cercare di fare poco e quel poco farlo fare agli altri
Sempre difendere la propria opinione in ogni occasione per sminuire quella
degli altri
Sminuire le conquiste ottenute dagli altri, soprattutto con commenti che non
appaiano come delle evidenti disconferme, ma raggiungano lo scopo
Cercare di adulare spesso gli altri in modo da essere sempre
ricordati come persone galanti. Sarà più facile nascondere le frasi o i comportamenti
subdoli
Farsi belli con la cultura altrui
Fare sempre regalini e apparire devoti e formalmente cortesi
Cercare di far fare agli altri i lavori più umili
Cercare di essere sempre ben vestiti perché l’abito non fa il monaco, ma molto
di più
Essere subdoli, ma non alzare mai la voce (altrimenti ti
verrebbe senz’altro rinfacciato)
Non c'è progresso o successo altrui che non si possa
smontare sfruttando l'ascendente che hai su qualcuno
Per la veritá, se hai conquistato un ascendente su qualcuno non dovrai piú fare
molta fatica per essere creduto.
Prima devi cercare di inculcare i tuoi principi, ovvero la tua autoritá.
Dopodiché qualsiasi cosa dirai sará quasi sempre creduta.
E saranno quelli che non la pensano come te a dover faticare per essere creduti
o capiti, anche di fronte all'evidenza.
Come ci si puó difendere da tutto questo? Non lo so. Forse cercando la
solidarietá di chi la pensa come noi.
Riflettere aiuta, ma a volte ci sente impotenti di fronte ai preconcetti, alle
opinioni giá formate, al non volersi mettersi in discussione.
Il fatto é che alla nostra societá non piace l'insicurezza. Va di moda il
decisionismo. Il dubbio non paga. Anche se è spesso sinonimo di profonditá, di
complessitá, o viene dal cuore.
Anche se scaturisce dal cercare di osservare la realtá da tutti i punti di
vista, o almeno di provarci.
Avete mai provato a vedere le cose veramente come si vedrebbero da un'altra
posizione? Il risultato è che spesso non si è più tanto sicuri di quello che ci
appariva poco prima ovvio.
E questo ci rende migliori da un lato, ma più deboli dall'altro. Perché chi non
si pone gli stessi dubbi è automaticamente piú forte e come tale appare agli
altri.
Chi nel mondo evidentemente conta molto poco deve rifarsi avendo potere su chi
gli sta vicino, condizionando la sua vita, e magari insegnarli, come
perla di saggezza, a fare altrettanto con gli altri.
E così il potere si tramanda.
Di pregiudizi educativi, di opinioni preconcette sulla vita, di giudizi
denigratori, ne ho sentiti tanti e sono stanco.
Eccone solo alcuni:
Devi cercare di importi!
In una coppia, uno dei due deve sempre comandare
La vera arte e la vera cultura sono quelle classiche
L'amore dura mediamente solo sei mesi
Bisogna sempre difendere le proprie opinioni (anche quando si sa di avere
torto)
La mia famiglia non ha mai dovuto lavorare (come se lavorare fosse una cosa
disdicevole)
Le societá assumono solamente chi ha giá lavorato prima
Non conta quello che sai fare, ma solo se hai giá lavorato per qualcuno
Sono solo alcuni esempi su argomenti vari, ma il senso è lo stesso.
Sono affermazioni rigide e assolute mentre la vita, perfortuna, non lo è.
Buon natale a tutti, tranne che ai giornalisti disonesti,
agli ipocriti, agli imbroglioni, alle persone perfide, agli opportunisti in
genere.
Avete mai pensato a quanti aggettivi ci sono per descrivere
queste persone? Non sarà mica perché saranno tante?
Buon
Natale a tutti gli altri!
Pier Matì
info@emoc.com
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December 2008